giovedì 31 ottobre 2013

Briciole di fine estate...

 
 Ist's zu Allerheiligen rein,
 tritt Altweibersommer ein.
Proverbio austriaco



Nonostante in questi giorni l'autunno ci stia regalando giornate soleggiate e temperature miti, con il titolo a questo post inizialmente non volevo riferirmi a quella che in Italia chiamiamo estate di San Martino e qui in Germania prende lo strano nome di Altweibersommer... Anche se è curioso notare come il suddetto periodo cambi a seconda del paese: in Germania si parla solitamente delle prime settimane di settembre, quando gli ultimi raggi del sole estivo illuminano nei prati quei fili intessuti dai ragni, bianchi e sottili come i capelli di una vecchia signora. Solo un po' più a Sud, in Austria, come si deduce dal suo detto contadino, questi strascichi d'estate si protraggono già fino alle prime settimane di novembre. 
 Da quando l'ho scoperto un paio d'anni fa, ho trovato molto affascinante questo modo di dire in tedesco, l'estate della vecchia signora: molto più caratteristico della nostra estate di San Martino, che cade un po' più avanti intorno all'11 novembre, o dello spagnolo Veranillo de San Miguel (29 settembre). Direi che la poesia racchiusa in questo nome può giusto competere con la leggenda dietro l'americana Indian summer.


Ma torniamo a noi e alle briciole di fine estate che danno il titolo al mio post di oggi, ché si tratta di briciole vere e proprie senza significato figurato alcuno. Eccole qua, su questa deliziosa torta di prugne le briciole a cui stavo pensando:




Sono briciole di pasta frolla che rendono la torta di prugne molto simile ad un crumble o ad una Streuselkuche tedesca. In effetti è alla classica Zwetschgen-Streuselkuchen, tipico dolce di fine estate (perlomeno qui nella Germania renana), che mi sono ispirata ma la sua peculiarità sta nell'impasto per cui ho usato farina di mais e nocciole, così come farei per la torta sbrisolona.

venerdì 25 ottobre 2013

Il mio comodino o il reparto puericultura di una libreria?

La Feltrinelli li colloca sotto il genere "discipline educative e maternità", dalla libreria tedesca di fiducia li trovo nel reparto "Familie", segnalati da un tanto conciso quanto esplicativo  "Elternratgeber" (letteralmente colui il quale dà cosigli ai genitori): sto parlando di tutti quei manuali per futuri o neogenitori che da più di un anno a questa parte affollano il mio comodino e che ora sto cercando di spacciare alla mia amica, presto mamma anche lei...

L'amore per il proprio bambino
 è una solida marea
che cresce inesorabile
 ma lenta.


La citazione che avete appena letto è tratta dalla "Guida pratica per sopravvivere al primo anno di vita del bambino" scritta dalla giornalista e blogger Paola Maraone nel suo libro "Ero una brava mamma prima di avere figli", a metà fra un manuale per neogenitori e un'opera autobiografica ricca di aneddoti divertenti e arricchito ulteriormente da consigli su letture cartacee o reperibili in rete a tema maternità ma non solo.


Prima di decidermi ad acquistarlo avevo letto un paio dei vecchi post sul blog omonimo, sapendo che molte delle cose che scriveva le avrei ritrovate nel libro... ma è stato soprattutto l'incipit a convincermi:


"Fare un figlio è come lanciare nel mondo un amo a forma di punto interrogativo. Bisogna essere preparati, raccomanda qualcuno. Per fortuna e purtroppo, per quanto impegno ci si metta, non si è mai preparati abbastanza: né a metterlo al mondo, né ad allevarlo quando sarà nato. Ci si sforza di informarsi, confrontarsi, di sistemare i pensieri, di prendere le misure. Ma quel che si crede prima non corrisponde mai a quel che sarà dopo. Eppure avevo letto un'infinità di manuali..."


Mi sono bastate queste prime frasi per rendermi conto che, seppur partendo da esperienze di maternità differti dalla mia, avrei trovato nell'opera della Maraone un punto di contatto: la sua onestà nel raccontantare i primi dodici mesi passati a prendersi cura di un bambino è ciò che rende davvero interessante le sue pagine, tutte e duecentrenta, non solo le prime.


giovedì 24 ottobre 2013

Una ladra in cucina

ovvero la torta di mele, mandorle e melagrana di Lydia...


no, non io ma la mia omonima del blog di cucina Tzatziki a colazione. Questa ricetta, rubatole un paio di anni fa, è diventata un classico fra le torte di mele che da fine settembre in poi escono fumanti dal mio forno per riscaldare i lunghi mesi del freddo inverno tedesco.

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